IL MERCATO DEL LAVORO IN ITALIA

L'Italia presenta un'alta percentuale di disoccupazione che è ufficialmente intorno all’8,9% (5% al Nord, 6% al Centro, 21% al Sud).

Anche se la disoccupazione rimane un problema importante in Italia, è stato osservato un aumento dell'occupazione nel 2014 con un aumento dello 0,2% del tasso di impiego tra le persone di età compresa tra 15 e 64 anni. Nonostante l'aumento, il tasso di occupazione rimane sotto la media europea, che è circa il 64,8%.

L'età è molto importante per determinare le dinamiche del mercato del lavoro. Il tasso di occupazione tra le persone di età compresa tra 55 e 64 anni è cresciuta fino al 46,2%, a causa principalmente delle recenti azioni riguardanti le leggi sul pensionamento e l'allungamento dell'età pensionabile. Al contrario, tra i giovani, di età compresa tra 15 e 24 anni e tra e 25-34 anni, il tasso di occupazione è sceso rispettivamente al 15,6% e al 59,4%.

Tuttavia, la crescita dell'occupazione riguarda solo il lavoro subordinato, mentre il lavoro autonomo continua a diminuire. L'agricoltura rappresenta un settore in crescita (1,6%). Il settore manifatturiero è cresciuto dell’1,4% in contrasto con una diminuzione nel settore dell'edilizia.

Più alto è il livello di istruzione, più possibilità di trovare un lavoro, con un passaggio dal 28% di persone con licenza elementare al 75,5% di laureati. Le persone sotto i 34 anni sono un'eccezione a causa dei diplomati delle scuole superiori che presentano un tasso leggermente più alto di occupazione grazie a un più rapido accesso al mercato del lavoro.

La disoccupazione varia a seconda della Regione e, per quanto riguarda il Sud, il tasso è così alto da raggiungere in alcune zone il 50%: è per questo che molti giovani in genere scelgono di trasferirsi al nord o all'estero per cercare un posto di lavoro.

Il 30% dei giovani di età inferiore ai 25 anni è disoccupato e molti di loro hanno poche opportunità di trovare un lavoro. Per i giovani italiani è difficile entrare nel mercato del lavoro a causa della loro mancanza di esperienza. Anche i giovani laureati sono costretti a frequentare corsi altamente specializzati o programmi speciali per ottenere un’adeguata esperienza di lavoro.

Anche se il tasso di disoccupazione ha colpito soprattutto il settore manifatturiero, nessun settore è stato risparmiato, compreso quello dei servizi. Alcuni dei settori più colpiti sono stati quello dell’edilizia, dell’elettronica, delle telecomunicazioni, dell’editoria, delle banche, un tempo valutati come i settori più forti. Molte aziende effettuano periodicamente selezioni e si aspettano che i candidati accettino contratti a breve termine, invece di un lavoro permanente.

I sussidi di disoccupazione sono molto rari e meno del 25% dei disoccupati del Paese si accontenta del sostegno finanziario proveniente dalla famiglia di origine. Non vi è alcuna assistenza a lungo termine per i disoccupati in Italia, anche se esiste un’assistenza limitata per le famiglie con basso reddito.

SI PUÒ LAVORARE IN ITALIA?

Le persone al di fuori dell’UE possono lavorare in Italia a condizione che abbiano raggiunto un livello di conoscenza della lingua italiana - certificazione CILS (o equivalente) o attestazione - a partire dal livello A2 (ci sono mansioni che richiedono livelli di competenza più elevati).

I cittadini non UE possono lavorare in Italia con i limiti previsti dal cosiddetto "decreto flussi", una legge specifica di programmazione dei flussi annuali di migrazione. Nello specifico, i cittadini stranieri hanno bisogno di un permesso di soggiorno per motivi di lavoro che può avere diverse forme:

  • permesso di soggiorno per lavoro subordinato;
  • permesso di soggiorno per lavoro stagionale;
  • permesso di soggiorno per lavoro stagionale pluriennale;
  • permesso di soggiorno per lavoro autonomo.

Il numero di cittadini non comunitari inseriti nel mercato del lavoro italiano è stabilito tenendo conto delle indicazioni fornite dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sulla condizione del mercato del lavoro, sul numero degli stranieri iscritti alle liste di collocamento e sui dati relativi alla domanda effettiva di lavoro disponibili presso il registro del Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali.

Ultimamente, al fine di favorire la mobilità internazionale, sono state emanate leggi speciali sull’ammissione dei ricercatori o dei professionisti altamente specializzati.

I richiedenti asilo possono trovare protezione nel nostro Paese con la richiesta di riconoscimento ufficiale dello status di richiedente asilo a condizione che realmente temano di essere perseguitati per motivi legati alla razza, alla religione, alla nazionalità, e all’appartenenza a gruppi sociali specifici o di opinione politica e che si trovino fuori dai confini del paese di origine che non fornisce loro alcuna protezione. In caso di mancanza dei requisiti di cui sopra, qualora il richiedente asilo fosse in pericolo nel proprio Paese, potrebbe richiedere la protezione sussidiaria.

DOVE CERCARE LAVORO

Siti web per cercare lavoro

  • Cambio Lavoro - annunci di lavoro (in italiano)
  • Clicca Lavoro - annunci di lavoro (in italiano)
  • Cliclavoro - sito del Ministero del Lavoro, della Salute e del Welfare in Italia. Fornisce un elenco di centri per la ricerca di lavoro (Centri per l’Impiego), offerte di lavoro e il servizio di CV-posting per chi cerca lavoro (in italiano).
  • EURES - Portale europeo per la mobilità professionale - fornisce informazioni sulle offerte di lavoro, sulle condizioni di vita e di lavoro, sul mercato del lavoro in Italia, così come un servizio di CV-posting per chi cerca lavoro
  • Lavorare.net - annunci di lavoro per i laureati (in italiano)
  • Primolavoro - è specializzato nella ricerca di posti di lavoro per neolaureati (in italiano).

Agenzie di collocamento

Le agenzie di reclutamento sono elencate nelle Pagine Gialle. Digitate sul motore di ricerca ‘lavoro interinale e temporaneo’.

Giornali

  • Corriere Della Sera
  • Il Sole 24 Ore
  • La Repubblica
  • La Stampa

Altre fonti

  • I Centri per l’Impiego possono essere utili alla vostra ricerca del lavoro. Registratevi presso un centro nella zona in cui vivete. I centri per l'impiego offrono anche workshop e incontri individuali di coaching per aiutarvi a scrivere il CV e prepararvi per un colloquio di lavoro.
  • I servizi di orientamento presso le università (Servizi di Orientamento) sono a disposizione degli studenti che studiano in Italia.
  • Le imprese familiari ancora costituiscono una grande parte delle imprese, in particolare nelle aree urbane e rurali più piccole. I contatti personali sono, quindi, importanti - buona parte delle offerte di lavoro si trova con il passaparola. Siate pronti a cercare lavoro rivolgendovi sia alle aziende sia alla vostra rete di conoscenze. Questo tipo di approccio può funzionare particolarmente bene in scuole di lingua, alberghi e ristoranti, in particolare nelle grandi città.
  • Contattare gli enti per il commercio o le associazioni professionali è un altro modo per scoprire delle opportunità lavorative.

ISTRUZIONE E FORMAZIONE

Italiano

È necessario assicurarsi che il livello di conoscenza della lingua italiana sia certificato con una delle seguenti opzioni:

  • Certificazione di competenza in lingua italiana conseguita presso le “Università per Stranieri” di Perugia e di Siena;
  • Certificazione di competenza in lingua italiana rilasciata dall’ “Università Roma Tre”;
  • I certificati di lingua italiana rilasciati all’estero;
  • Gli attestati rilasciati dai CPIA (Centri Professionali per l’Istruzione degli Adulti).

Formazione professionale avanzata

A cosa serve?

Si tratta di un corso avanzato di formazione professionale e tecnica, di uno o due anni, che comprende stage di formazione e tirocini prolungati e fornisce il livello più alto di qualifiche professionali e tecniche , molto richieste nel mercato del lavoro.

Chi gestisce la formazione professionale avanzata?

La formazione professionale rientra tra le opzioni formative delle Regioni, secondo un piano triennale. Per leggere tutte le opzioni, si prega di visitare il sito web www.indire.it.

I corsi di formazione professionale hanno un costo?

La frequenza dei corsi è solitamente gratuita; in alcuni casi, è previsto un rimborso, calcolato su base oraria.

Quali requisiti devo avere per poter essere ammesso ad un corso di formazione professionale?

L’accesso è previsto per i giovani e per gli adulti che possiedono un diploma di istruzione secondaria di secondo grado o di un diploma tecnico conseguito al termine dei corsi quadriennali di formazione professionale.
L’accesso è consentito anche a coloro che sono ammessi al quinto anno di Liceo e a coloro che non possiedono un diploma di istruzione secondaria. In questi ultimi casi, sono attivate le procedure per verificare le competenze acquisite durante la formazione e il lavoro dopo la scuola dell’obbligo.

Ho una qualifica professionale. Che cosa devo fare per avere il mio titolo riconosciuto in Italia?

Si deve presentare la domanda alle autorità competenti.

Quanto tempo ci vorrà per il riconoscimento del proprio titolo professionale?

Entro trenta giorni dalla ricezione della richiesta, l’autorità competente valuta la completezza della documentazione presentata.
Entro quattro mesi dalla presentazione della domanda o della sua eventuale integrazione, la competente Autorità riconosce il titolo attraverso l’emissione di un decreto.

Sono un medico / infermiere. A chi mi devo rivolgere?

Per tutte le professioni del settore sanitario, il Ministero della Salute è responsabile delle procedure di riconoscimento dei titoli.

Sono un avvocato / commercialista / biologo / chimico / agricoltore / geologo / ingegnere / psicologo / consulente del lavoro / geometra / giornalista / perito agrario e industriale. A chi mi devo rivolgere?

Il Ministero competente per il riconoscimento di questi titoli professionali è il Ministero della Giustizia.

Sono un mediatore commerciale. A chi mi devo rivolgere?

Il ministero competente per il riconoscimento di questi titoli professionali è il Ministero dello Sviluppo Economico.

Sono un insegnante. A chi mi devo rivolgere?

Il Ministero competente per il riconoscimento di questi titoli professionali è il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

FARE DOMANDA PER UN POSTO DI LAVORO

Per fare domanda di lavoro ci sono, principalmente, due modi: recarsi presso un ente fisico oppure consultare i siti internet dedicati.

Per quanto riguarda gli enti fisici, ci si può rivolgere o ai Centri per l’Impiego (CPI) oppure ad una Agenzia per il Lavoro (APL).

I Centri per l’Impiego sono degli uffici pubblici e possono essere trovati in quasi ogni città: per potersi iscrivere bisogna andare direttamente all’ufficio e richiedere il modulo di iscrizione. Un impiegato vi aiuterà a riempire la scheda personale nella quale indicherete i vostri dati anagrafici, i titoli di studio e professionali, nonché le esperienze lavorative accumulate. I Centri per l’Impiego hanno delle bacheche delle offerte di lavoro che potrete consultare: se trovate un’offerta che risponde al vostro profilo, potrete candidarvi direttamente in sede.

Le Agenzie per il Lavoro sono degli enti privati che si occupano di mettere in contatto le aziende che offrono lavoro e le persone che lo cercano. Spesso si occupano direttamente della selezione. Esistono diverse aziende di questo tipo, basta andare su Internet e cercare “agenzia per il lavoro”. Dopo la registrazione online, potrai andare in una delle sedi e completare il tuo curriculum insieme ad un impiegato, che potrà indicarti quali sono le offerte di lavoro attive per il tuo profilo. Porta sempre con te un curriculum vitae (CV) aggiornato.

Le Agenzie per il Lavoro sono degli enti privati che si occupano di mettere in contatto le aziende che offrono lavoro e le persone che lo cercano. Spesso si occupano direttamente della selezione. Esistono diverse aziende di questo tipo, basta andare su Internet e cercare “agenzia per il lavoro”. Dopo la registrazione online, potrai andare in una delle sedi e completare il tuo curriculum insieme ad un impiegato, che potrà indicarti quali sono le offerte di lavoro attive per il tuo profilo. Porta sempre con te un curriculum vitae (CV) aggiornato.

Un CV di successo ha delle precise caratteristiche: deve essere personalizzato sulla base del lavoro per il quale ti stai candidando, quindi inserisci le informazioni che sono più rilevanti al fine di ottenere un colloquio. Ricorda: il CV è un biglietto di presentazione per farti ottenere il colloquio, rendilo interessante! Oltre ai dati anagrafici e ai titoli di studio, inserisci i titoli professionali che corrispondono al settore per il quale ti candidi. I tuoi interessi e gli hobby sono rilevanti, ma solo se ti aiutano a catturare l’attenzione del selezionatore; quindi elimina tutto ciò che non ha a che fare con il lavoro che ti interessa ottenere. Non dimenticare di inserire numeri di telefono, indirizzi email, contatto Skype e simili. Evita, se puoi, pagine social. Le aziende italiane non danno molta importanza alle lettere di presentazione, quindi, quando invii un CV, scrivi solo qualche parola per dire chi sei e la ragione per la quale li stai contattando.

Un buon CV corrisponde ad un colloquio assicurato, ma il gioco non è finito. Una volta ottenuto il colloquio, bisogna prepararsi. Raccogli informazioni sull’azienda che ti ha convocato: la loro missione, il settore economico e quello di produzione, i prodotti/servizi venduti, l’organigramma, ecc. Le aziende italiane tengono molto alla prima impressione: vestiti in maniera professionale senza esagerare; non mettere troppo profumo né troppo trucco; parla in maniera semplice senza cercare di utilizzare un linguaggio troppo elegante perché complicherebbe la comunicazione e risulterebbe fittizio; evidenzia i tuoi punti di forza ma, se ti vengono chiesti i tuoi punti deboli, fornisci episodi in cui hai avuto successo nonostante quelli; sorridi e mantieni il contatto visivo con chi ti intervista, è sintomo di sicurezza. Ricorda che si tratta di un colloquio, non di un monologo: fai anche tu delle domande pertinenti all’intervistatore. Non aver paura di fare domande sul lavoro, sulle condizioni contrattuali e sullo stipendio: se fatte con garbo ed educazione, sono benvenute. Le aziende potrebbero avere bisogno di un secondo colloquio, da’ sempre la tua disponibilità. Potrebbero proporti un periodo di prova, assicurati di saperne la durata e se c’è un rimborso spese. Renditi disponibile a lavorare da subito.

I CONTRATTI DI LAVORO

Ci sono diversi tipi di contratti di lavoro in Italia, tra cui: (1) il contratto a tempo determinato e (2) il contratto a tempo indeterminato. La maggior parte dei contratti di lavoro sono stipulati per un periodo di tempo indefinito. Tuttavia, ai sensi del decreto legislativo n.368 del 2001, sono consentiti contratti a tempo determinato per alcuni tipi di impiego. I contratti di lavoro devono essere in forma scritta e al momento della stipula devono essere fornite al lavoratore alcune informazioni tra cui:

  • data di inizio del rapporto di lavoro;
  • posizione lavorativa;
  • luogo di lavoro;
  • ferie e indennità di malattia;
  • periodo di prova, se contemplato;
  • ammontare dello stipendio annuo fisso;
  • ore lavorative;
  • se la posizione è part-time o full-time;
  • il riferimento a qualsiasi contratto collettivo applicabile al rapporto;
  • restrizioni di concorrenza, se contemplate;
  • termini di preavviso applicabili all’interruzione del rapporto di lavoro.

ORARIO DI LAVORO

Ai sensi del Decreto Legislativo n.66 del 2003, il numero standard di ore di lavoro a settimana è 40 e un impiegato che lavora più di 40 ore settimanali è idoneo per gli straordinari ad un tasso che è specificato nel contratto collettivo o contratto di lavoro. Inoltre, a seguito di accordi collettivi, un dipendente può lavorare meno o più di 40 ore settimanali a condizione che il numero medio di ore di lavoro sia a pari a 40 ore settimanali entro il periodo di un anno. Alcuni dipendenti sono esenti da restrizioni sul numero di ore di lavoro, tra cui i colletti bianchi di alto livello e i dirigenti. Tutti i dipendenti hanno diritto ad un minimo di un giorno libero pagato a settimana e un minimo di quattro settimane di ferie pagate all'anno.

La retribuzione

Non vi è alcun salario minimo nazionale stabilito per i dipendenti in Italia. La retribuzione oraria di ciascun dipendente, o stipendio annuale, è indicata nel contratto di lavoro del dipendente o nel contratto collettivo.

Nel 2016 i salari sono cresciuti e gli stipendi medi lordi sono pari a 24,382 € per i lavoratori subordinati, 30,953 € per i lavoratori dipendenti, € 53,667 per i manager e 103,205 € per i direttori generali. Nelle grandi aziende gli stipendi sono più elevati rispetto a quelli delle aziende di piccole dimensioni; il settore con i salari più alti è quello dei servizi finanziari, seguito da quello manifatturiero e del commercio, secondo la media nazionale; i salari sono più bassi nel settore dei servizi, dell’edilizia e dell’agricoltura.